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Spam: 9 mail su 10 sono coinvolte. aprile 23, 2008

Posted by Federico Mancin in Riflessioni.
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E’ di questi giorni la notizia: 9 mail su dieci sono spam.

Innanzitutto, per chi non lo sapesse, rientrano nella categoria spam messaggi di posta elettronica (pubblicitari e non) che non sono stati sollecitati in alcun modo, quindi non desiderati, non richiesti. Si tratta di comunicazioni illegali perchè utilizzano il nostro indirizzo di posta senza averne il diritto. Chiunque sia in possesso di un indirizzo di posta elettronica può rendersi conto che il problema esiste e persiste, nonostante l’aiuto dei filtri anti-spam. Usa e Russia sono i paesi con il più alto numero di mail spam al mondo, e in questa speciale classifica l’Italia si pone all’ottavo posto. Lo spam concorre nel nostro paese con altri numerosi fattori che rendono pericoloso il problema della sicurezza delle reti.

La soluzione è prestare la massima attenzione nell’aprire messaggi di posta di dubbia provenienza.

Il pericolo Spam è sempre più attuale.

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Chi cerca…pianta! aprile 17, 2008

Posted by Federico Mancin in News, Riflessioni.
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Corriere.it ha pubblicato un articolo dedicato a Ecocho, un nuovo motore di ricerca “ecologico”, gli ideatori del quale promettono di piantare 2 alberi ogni mille ricerche effettuate. Nessuna fonte ha ancora specificato se si tratti di un progetto veritiero o semplicemente di una nuova forma di marketing (Yahoo e Google sono i marchi dei due motori di ricerca utilizzati da Ecocho), ma sicuramente si tratta di un’idea originale in grado di coinvolgere numerosi navigatori.

Tutto è nato in Australia, dall’analisi dell’elevatissimo numero di ricerche che vengono effettuate tramite internet, nel quotidiano.

Insomma, riuscirà Internet a fornire una pratica soluzione per l’ambiente?

Creatività o Marketing? aprile 11, 2008

Posted by Federico Mancin in News, Riflessioni.
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Mediastars sta raccogliendo numerose interviste ai protagonisti diretti del mondo della comunicazione italiana. Emerge, dalle loro argomentazioni, un dato interessante. Gli ultimi anni della comunicazione si sono distinti per la forte influenza del marketing nella creazione delle campagne pubblicitarie. Stiamo vivendo un’epoca in cui i numeri contano più che in ogni altro periodo storico, in termini di investimenti, in termini di ritorno economico…in termini di denaro, insomma. Ma da alcuni importanti esponenti delle maggiori agenzie italiane, giunge un invito prepotente verso un ritorno alle origini: potere ai creativi. Negli anni sessanta, quando cominciò il movimento pubblicitario più moderno, non erano certo i maestri della finanza ad aprire agenzie pubblicitarie in grado di far vendere un prodotto. Piuttosto, i manager d’azienda si affidavano ai creativi veri e proprio. Dunque, oggi ci si auspica un ritorno agli inizi, con agenzie in mano ai creativi, senza intermediari, in cerca di emozioni e sentimenti, più che di numeri. Sembra essere in crisi quindi l’ideale di agenzia in mano a finanzieri. Questo perchè? I motivi possono essere i più disparati. Sembra innanzitutto che il pubblico si sia oramai abituato all’idea di un mercato in grado di pensare solo ed esclusivamente ai numeri, mentre la vita reale, fortunatamente, talvolta riesce anche a farne a meno. Inoltre, il contatto da cui nascono le campagne pubblicitarie di maggior successo deve essere un’emozione trasmessa, un’esperienza, che non può essere quantificata, bensì qualificata. E nella qualità risiede l’idea creativa.  In compenso non è possibile giustificare un investimento economico senza prevederne un ritorno. Dunque il dibattito è acceso.

L’advertising dipende dalla creatività o dal marketing?

Nuovo record di lettori per Corriere.it aprile 2, 2008

Posted by Federico Mancin in News, Riflessioni.
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Il presente a portata di click. Riguardo alla discussione di qualche giorno fa in merito ai modelli condivisi di editoria online e digitale, è di oggi una notizia interessante: in Marzo 2008 corriere.it ha registrato un nuovo record di visite. Parte del successo di questo quotidiano online sarà dovuto all’incalzare della campagna elettorale, ma questo è un sintomo di come i tempi stiano cambiando. E in tutta fretta.

L’abitudine di cercare notizie sul web si sta stabilizzando, cresce, fa parte di noi. Nessun ingombro cartaceo, tutto a portata di mano. e Non solo parole. Ma foto, video, chat, forum, incontri, iniziative. Si apprendono notizie e nello stesso tempo si partecipa in prima persona.

La notizia digitale è scritta in tempo reale, e interattiva. Il presente a portata di click.

E’ scomparso Marco Mignani aprile 1, 2008

Posted by Federico Mancin in News, Riflessioni.
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Marco MignaniE’ scomparso all’età di 63 anni Marco Mignani, pubblicitario autore di indimenticabili slogan. Fu lui ad ideare, per Ramazzotti, la “Milano da bere”. Milanese di nascita, nel 1967 entrò in pubblicità come copywriter per divenire ben presto un direttore creativo importante per numerose agenzie tra le quali ricordiamo la Leo Burnett e Tbwa. Nel 1988 divenne presidente dell’Art Director Club Italiano. Professore di teorie e tecniche della comunicazione pubblicitaria presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università «La Sapienza» di Roma, si è impegnato anche nell’ambito della comunicazione sociale e no-profit.Lascia  al mondo della pubblicità italiana una vasta gamma di  campagne di grandissimo successo.

IX Congreso de Periodismo Digital marzo 31, 2008

Posted by Federico Mancin in Riflessioni.
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Si è svolto a Huesca, in Spagna, il nono congresso sul giornalismo digitale. Nell’epoca che segnerà la scomparsa della carta stampata a favore delle schermate digitali, sembra essere fondamentale trovare un modello di giornalismo di nuova generazione. La ricerca si svolge in due direzioni: si disquisisce sui temi da trattare e sul tono con il quale trattarli; si cerca di capire quale possa essere la nuova composizione base di una redazione.Tramite il Mediablog di corriere.it, Marco Pratellesi racconta che al termine dei dibattiti svolti in questo Congresso, “l’unica conclusione è che non c’è conclusione”, ovvero non sembra esistere ancora un vero e proprio modello per il futuro giornalismo online.

Probabilmente non ne esiste uno “unitario”, unico e condiviso. Sicuramente ne esistono numerosi, diversi tra loro, ma comunque funzionali all’obiettivo: fidelizzare i lettori. I dati parlano chiaro, ovvero se si manterranno stabili i tempi di trasformazioni avvenute negli ultimi 3 anni, ben presto l’editoria online sarà il media d0informazione più affermato, ammesso che già non lo sia.

Il dibattito è più che mai acceso: riuscirà la carta stampata a salvarsi nell’epoca del Web 2.0?