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Nastro Azzurro Design Award aprile 17, 2008

Posted by fedeciocia in Mediastars.
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Nastro Azzurro, la birra italiana più bevuta al mondo, premia la creatività italiana. L’invito è rivolto a giovani creativi, designer, stilisti, artisti, grafici, studenti o professionisti con lo scopo di ideare oggetti improbabili partendo da una bottiglia da 33cl di Nastro Azzurro.

Questo concorso nasce dall’idea di ispirare i talenti nei campi della comunicazione, delle arti visive e del design industriale a ideare soluzioni inedite, ironiche e al limite del surreale, e concretizza il rapporto che il brand ha costruito negli ultimi anni con il mondo del design.

Il concorso è aperto fino al prossimo 31 maggio e sul sito www.nastroazzurrodesignaward.com si trovano tutte le informazioni necessarie. Il vincitore sarà premiato con un riconoscimento del valore di 10.000 euro. Inoltre la giuria selezionerà 33 progetti, con un riferimento concettuale alla bottiglia da 33 cl, che saranno esposti durante una mostra curata da Gianni Mercurio. L’esposizione sarà inaugurata a Milano il 19 giugno presso il T35 per poi spostarsi a Torino presso il Circolo Canottieri Esperia l’8 luglio.

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Creatività o Marketing? aprile 11, 2008

Posted by Federico Mancin in News, Riflessioni.
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Mediastars sta raccogliendo numerose interviste ai protagonisti diretti del mondo della comunicazione italiana. Emerge, dalle loro argomentazioni, un dato interessante. Gli ultimi anni della comunicazione si sono distinti per la forte influenza del marketing nella creazione delle campagne pubblicitarie. Stiamo vivendo un’epoca in cui i numeri contano più che in ogni altro periodo storico, in termini di investimenti, in termini di ritorno economico…in termini di denaro, insomma. Ma da alcuni importanti esponenti delle maggiori agenzie italiane, giunge un invito prepotente verso un ritorno alle origini: potere ai creativi. Negli anni sessanta, quando cominciò il movimento pubblicitario più moderno, non erano certo i maestri della finanza ad aprire agenzie pubblicitarie in grado di far vendere un prodotto. Piuttosto, i manager d’azienda si affidavano ai creativi veri e proprio. Dunque, oggi ci si auspica un ritorno agli inizi, con agenzie in mano ai creativi, senza intermediari, in cerca di emozioni e sentimenti, più che di numeri. Sembra essere in crisi quindi l’ideale di agenzia in mano a finanzieri. Questo perchè? I motivi possono essere i più disparati. Sembra innanzitutto che il pubblico si sia oramai abituato all’idea di un mercato in grado di pensare solo ed esclusivamente ai numeri, mentre la vita reale, fortunatamente, talvolta riesce anche a farne a meno. Inoltre, il contatto da cui nascono le campagne pubblicitarie di maggior successo deve essere un’emozione trasmessa, un’esperienza, che non può essere quantificata, bensì qualificata. E nella qualità risiede l’idea creativa.  In compenso non è possibile giustificare un investimento economico senza prevederne un ritorno. Dunque il dibattito è acceso.

L’advertising dipende dalla creatività o dal marketing?